Lo 007 ingaggiato dalla moglie gelosa può mettere nell’auto del marito presunto “traditore” un Gps e una cimice per cercare la prova dell’ infedeltà. La Cassazione, con la sentenza 33499, emette un verdetto poco rassicurante per chi ha propensione alle scappatelle extraconiugali, uomini o donne che siano. I giudici delle V sezione penale, cancellano con rinvio la condanna del titolare di un’agenzia di investigazioni e del suo aiutante, che aveva concorso nel reato di installazione abusiva di apparecchiature per intercettare conversazioni, previsto dall’articolo 617-bis del Codice penale.

I due, condannati sia in primo grado sia in appello, avevano messo i loro servizi a disposizione della sospettosa signora, alla quale avevano poi prontamente riferito i contenuti del dialoghi “rubati” . In prima battuta i due negano ai giudici di aver messo Gps e “microspie” nell’automobile, affermando che il rapporto riferito alla cliente per telefono era inventato. Ma visto che la tesi del resoconto fantasioso non passa, la difesa va più sul tecnico e porta a casa il risultato.

L’azione contestata ai detective non rientrerebbe, infatti, nel raggio d’azione dell’articolo 617-bis , che vieta di intercettare le comunicazioni tra terzi. Né i ricorrenti potevano essere punti per il reato di interferenze illecita nella vita privata (articolo 615-bis) perché è procedibile solo se la parte offesa sporge querela cosa che il marito, benché oggetto di tanta attenzione, non aveva fatto.

Per la Cassazione la tesi è corretta. L’articolo 617-bis garantisce «una tutela anticipata alla libertà e alla segretezza delle comunicazioni telefoniche e telegrafiche intercorrenti tra soggetti terzi». Garanzie che sono state anche ampliate dall’articolo 623-bis che – in considerazione dello sviluppo sempre maggiore dei mezzi tecnologici – ha esteso l’ambito di operatività della norma a «qualunque altra trasmissione a distanza di suoni immagini o altri dati». Un potenziamento della protezione che resta comunque limitato alle comunicazioni “a distanza”. E tra queste non si possono includere le conversazioni tra presenti, oggetto delle intercettazioni ambientali.

Si può dunque mettere in un’autobile la microspia che “capta” solo le parole dette da chi sta all’interno del veicolo. Nessuna condanna ci può essere neppure se si considera una implicita riqualificazione del reato, come interferenza illecita nella vita privata, perché gli 007 non sono stati querelati dalla persona offesa.

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